Cheep to Cheep – Alphabet sfida Nvidia su AI

🚀 Alphabet accelera nell’AI: il titolo GOOGL è salito oltre il 40% negli ultimi mesi grazie alla crescita di Gemini, Cloud e Search AI.

🧠 Gemini compete con i migliori modelli AI: Google è ormai considerata uno dei leader tecnologici nell’intelligenza artificiale.

☁️ Google Cloud esplode: ricavi cloud in crescita del 63% anno su anno, trainati dalla domanda di servizi AI.

🏆 Sfida aperta con Nvidia: Alphabet vale circa 4,8 trilioni di dollari contro i 5,2 trilioni di Nvidia.

🔄 Business più diversificato: rispetto a Nvidia, Alphabet possiede Search, YouTube, Android, Waymo, Cloud e investimenti strategici come Anthropic. 📈 Investitori divisi: molti credono che Alphabet possa diventare la società più grande al mondo entro fine 2026.

⚠️ Valutazioni elevate: il multiplo di mercato di Alphabet è ai massimi da anni, aumentando il rischio di volatilità.

Alphabet punta al trono mondiale dell’intelligenza artificiale

Per anni Nvidia è stata considerata la principale vincitrice della rivoluzione AI grazie al dominio assoluto nei chip per data center e modelli generativi. Oggi però il panorama sta cambiando rapidamente: Alphabet, la holding che controlla Google, sta emergendo come il competitor più completo e potenzialmente più forte dell’intero ecosistema AI.

Secondo diversi analisti di Wall Street e investitori istituzionali, Alphabet potrebbe addirittura superare Nvidia diventando la società con la maggiore capitalizzazione di mercato al mondo.

Negli ultimi sei mesi il gap tra le due aziende si è ridotto drasticamente. Alphabet ha raggiunto una valutazione di circa 4,8 trilioni di dollari, mentre Nvidia si trova intorno ai 5,2 trilioni. Solo pochi mesi fa la distanza era molto più ampia.


Perché Alphabet sta crescendo così velocemente

Il motivo principale è semplice: Alphabet non è più vista come una società “minacciata” dall’AI, ma come uno dei maggiori beneficiari della rivoluzione tecnologica.

Inizialmente gli investitori temevano che chatbot come ChatGPT potessero distruggere il monopolio di Google Search. Invece Google ha reagito rapidamente integrando l’intelligenza artificiale direttamente nel motore di ricerca e sviluppando Gemini, oggi considerato uno dei migliori modelli AI sul mercato.

Ma la forza di Alphabet non si limita ai chatbot.

L’azienda possiede infatti una presenza dominante praticamente in ogni segmento strategico dell’AI:

  • Google Search
  • Google Cloud
  • YouTube
  • Android
  • Waymo
  • TPU AI Chips
  • Gemini
  • Investimento in Anthropic (Claude)

Questa diversificazione rappresenta il principale vantaggio competitivo rispetto a Nvidia.


Nvidia domina i chip, ma Alphabet controlla l’ecosistema

Nvidia rimane il leader assoluto nella produzione di GPU e hardware AI. Tuttavia molti investitori iniziano a vedere un rischio strutturale: la dipendenza quasi totale dal ciclo di spesa AI.

Se gli investimenti in data center rallentassero, Nvidia potrebbe subire una maggiore volatilità.

Alphabet invece genera ricavi da molteplici fonti. Anche se una divisione rallenta, altre possono compensare.

Secondo Luke O’Neill di CooksonPeirce Wealth Management: “Non puoi avere un fossato competitivo più ampio di Alphabet. È probabilmente LA società simbolo dell’era Internet.”

Questa percezione sta cambiando radicalmente il sentiment del mercato.


Google Cloud diventa il motore della crescita

Uno degli elementi più sorprendenti degli ultimi trimestri è stata la crescita di Google Cloud.

I ricavi cloud sono aumentati del 63% anno su anno raggiungendo circa 20 miliardi di dollari trimestrali, dimostrando una domanda enorme di infrastrutture AI.

Google sta inoltre spingendo fortemente le proprie TPU (Tensor Processing Units), chip proprietari progettati per competere direttamente con Nvidia nel training e inferenza dei modelli AI.

Secondo alcune stime di analisti:

  • le TPU potrebbero generare 3 miliardi di dollari nel 2026;
  • e addirittura 25 miliardi nel 2027.

Questo è un elemento chiave: Alphabet non vuole solo usare l’AI, vuole anche controllarne l’infrastruttura.


Gemini cambia la narrativa su Google

Per molto tempo il mercato ha considerato OpenAI e Microsoft in netto vantaggio rispetto a Google.

Oggi la situazione è molto diversa.

Gemini viene ormai considerato uno dei modelli AI più avanzati del settore e sta guadagnando rapidamente popolarità sia tra gli utenti consumer sia tra le aziende.

In parallelo, Alphabet mantiene anche una partecipazione strategica in Anthropic, la società dietro Claude, altro modello considerato ai vertici dell’industria.

In pratica Alphabet è esposta contemporaneamente:

  • ai modelli proprietari;
  • ai servizi cloud AI;
  • ai chip AI;
  • alla pubblicità AI-driven;
  • alla monetizzazione dei contenuti tramite YouTube.

Pochissime aziende al mondo hanno una posizione così ampia.


Gli investitori iniziano a credere nel sorpasso

I sondaggi tra investitori mostrano una crescente convinzione che Alphabet possa superare Nvidia entro il 2026.

In un sondaggio Benzinga:

  • il 46% degli utenti ha indicato Alphabet come futura azienda più grande al mondo;
  • il 44% ha scelto Nvidia.

Ancora più interessante:

  • il 70% ritiene che Alphabet supererà Nvidia almeno temporaneamente nel corso del 2026.

I mercati predittivi come Polymarket restano invece più cauti, assegnando ancora a Nvidia le probabilità maggiori di mantenere il primato.


Il vero rischio: le valutazioni

Nonostante l’entusiasmo, esiste un rischio evidente.

Alphabet oggi quota circa 27-28 volte gli utili stimati, ben sopra la media storica degli ultimi dieci anni.

Questo significa che gran parte delle aspettative positive sull’AI è già incorporata nel prezzo.

Inoltre il settore AI evolve rapidamente:

  • Gemini potrebbe perdere terreno contro nuovi modelli;
  • la regolamentazione potrebbe aumentare;
  • la crescita del cloud potrebbe rallentare;
  • oppure Nvidia potrebbe mantenere il dominio hardware molto più a lungo del previsto.

Per questo motivo molti analisti continuano a considerare Alphabet un investimento eccellente, ma non più “economico”.